Sanità — spesa per regione
Seconda voce di spesa pubblica dopo le pensioni: qui la spesa sanitaria italiana scomposta per regione, con il confronto tra quanto viene speso dal Servizio Sanitario Nazionale e quanto pagano direttamente i cittadini di tasca propria (out-of-pocket). Fonte principale: Ministero dell'Economia e delle Finanze — Ragioneria Generale dello Stato, "Il monitoraggio della spesa sanitaria", Roma, novembre 2025. Alcune sezioni previste dallo schema di questa pagina sono ancora in fase di raccolta dati e sono segnalate esplicitamente più sotto, senza valori inventati nel frattempo. Metodo descritto per esteso nella nota metodologica.
Spesa sanitaria pubblica per regione
Spesa sanitaria corrente di Conto Economico (CE) — cioè la spesa effettiva sostenuta dagli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), al netto di ammortamenti e rivalutazioni. Il confronto tra regioni grezzo è fuorviante: una regione con più anziani o più patologie croniche spende naturalmente di più. Qui sotto il dato è mostrato sia in valore assoluto sia pro capite.
Spesa sanitaria privata (out-of-pocket) per regione
Quanto pagano i cittadini direttamente di tasca propria per prestazioni sanitarie — visite specialistiche, farmaci, odontoiatria, dispositivi medici — al netto di quanto rimborsato dal SSN. Fonte: Sistema Tessera Sanitaria, che raccoglie questi dati per la dichiarazione dei redditi precompilata; include anche il ticket sanitario pagato dai cittadini.
Sezioni ancora da completare
Coerentemente con il principio di questo Osservatorio di non pubblicare mai dati stimati o inventati, le seguenti sezioni previste per questa pagina restano in attesa delle tavole sorgente e non sono ancora popolate:
- Confronto europeo — spesa sanitaria in percentuale del PIL, Italia vs altri paesi UE (dataset Eurostat gov_10a_exp, cofog99=GF07, e hlth_sha11_hf per pubblico/privato), stessa architettura statica già usata per le pensioni
- Liste d'attesa e rinuncia alle cure — quota di popolazione che rinuncia a prestazioni sanitarie per motivi economici o per tempi di attesa troppo lunghi (fonte probabile: ISTAT, indagine "Aspetti della vita quotidiana")