Il Conto economico delle Amministrazioni pubbliche secondo il SEC 2010 (Sistema Europeo dei Conti) scompone la PA in tre sottosettori: Amministrazioni centrali (Stato, ministeri, agenzie fiscali, enti centrali), Amministrazioni locali (Regioni, Comuni, Città metropolitane, Camere di Commercio, Università pubbliche) ed Enti di previdenza (INPS e altri enti nazionali di previdenza e assistenza).
Entrate e uscite per sottosettore — Anno 2025 (mld €)
ISTAT — Conto economico delle AP per sottosettore, ed. aprile 2026
Entrate totali
Uscite totali
Saldo (Accreditamento/indebitamento netto) per sottosettore — 2023-2025 (mld €)
ISTAT — Conto economico delle AP per sottosettore, ed. aprile 2026
| Sottosettore |
Entrate 2025 (mld €) |
Uscite 2025 (mld €) |
Saldo 2025 (mld €) |
Saldo 2024 (mld €) |
Saldo 2023 (mld €) |
| Amministrazioni centrali |
651,6 |
731,1 |
-79,5 |
-85,0 |
-163,5 |
| Amministrazioni locali |
330,5 |
330,3 |
+0,2 |
+2,2 |
+6,0 |
| Enti di previdenza |
466,9 |
456,9 |
+9,9 |
+9,1 |
+4,7 |
| Totale PA (consolidato) |
1.085,9 |
1.155,3 |
-69,4 |
-73,8 |
-152,9 |
Il deficit pubblico italiano è quasi tutto Stato centrale: le Amministrazioni centrali sono l'unico sottosettore strutturalmente in deficit, e per importi molto ampi (-79,5 miliardi nel 2025). Le Amministrazioni locali (Regioni, Comuni) sono da anni vicine al pareggio di bilancio — un vincolo di fatto imposto dalle regole di finanza pubblica sugli enti territoriali. Gli Enti di previdenza (INPS) sono addirittura in surplus crescente (+9,9 miliardi nel 2025): le entrate contributive superano le uscite per prestazioni, un dato che sorprende rispetto alla narrazione comune sul sistema pensionistico "in perdita" — il deficit previdenziale di cui si parla di solito riguarda la GIAS (finanziata da fiscalità generale, quindi contabilizzata tra le Amministrazioni centrali), non la gestione contributiva pura qui rappresentata.
Nota metodologica: il totale consolidato della PA non è la somma dei tre sottosettori, perché elimina i trasferimenti tra un livello di governo e l'altro (es. i trasferimenti dello Stato a Regioni/Comuni o agli Enti di previdenza) — altrimenti questi flussi verrebbero contati due volte. Il dato consolidato è quello ufficiale fornito direttamente da ISTAT per "Amministrazioni pubbliche", non un calcolo derivato.
Il saldo complessivo delle Amministrazioni pubbliche (l'"indebitamento netto" che compare nelle notifiche EDP europee) confrontato con il saldo primario — lo stesso saldo calcolato escludendo la spesa per interessi sul debito pubblico. La differenza tra i due mostra quanto del deficit italiano sia dovuto al costo del debito accumulato in passato, piuttosto che allo squilibrio tra entrate e spesa corrente di oggi.
Saldo complessivo vs saldo primario — Italia, 2023-2025 (mld €)
ISTAT — Conto economico delle AP, ed. aprile 2026
Accreditamento/indebitamento netto
Saldo primario (netto interessi)
Il saldo primario è già positivo: dal 2024 l'Italia incassa più di quanto spende, se si escludono gli interessi sul debito pregresso (+11,7 miliardi nel 2024, +17,8 nel 2025). È l'onere del debito accumulato — non lo squilibrio tra entrate e spesa corrente — a mantenere il saldo complessivo in rosso. Il miglioramento tra 2023 e 2024 (da -75,1 a +11,7 miliardi di saldo primario, quasi 87 miliardi di differenza in un solo anno) è in parte dovuto al venir meno di misure straordinarie (superbonus, sostegni energia) che avevano gonfiato la spesa 2023.
Personale a tempo indeterminato e dirigenti in servizio al 31 dicembre 2024, per comparto di contrattazione. Esclude personale con contratti flessibili/a termine (rilevati separatamente dal Conto Annuale) e non è espresso in equivalenti a tempo pieno — chi lavora part-time è conteggiato come una unità di personale, non come frazione.
Attenzione a non confondere questo dato con "PA generale" nella panoramica della spesa: nel grafico di
Della spesa pubblica, la voce "PA generale" (~115 miliardi di euro) è una categoria funzionale COFOG — spesa per l'amministrazione generale in senso stretto (Stato ed enti locali). Il costo del personale qui sotto (186 miliardi di euro) è invece la spesa per
tutti i dipendenti pubblici di
tutti i comparti, incluse Sanità, Scuola e Difesa/ordine pubblico — funzioni che nel grafico COFOG sono contabilizzate sotto le rispettive voci ("Sanità", "Istruzione", "Difesa e ordine pubblico"), non sotto "PA generale". Sono due aggregati diversi, con perimetri diversi: non sommarli né confrontarli direttamente.
Dipendenti pubblici per comparto — Anno 2024
RGS — Conto Annuale 2024, dati aperti (tabella OCCUPAZIONE)
| Comparto |
Dipendenti |
Costo del lavoro (mld €) |
Costo medio annuo (€) |
| Scuola |
1.254.459 |
51,12 |
40.751 |
| Sanità |
713.976 |
46,67 |
65.366 |
| Altro (forze dell'ordine, magistratura, ricerca, ecc.) |
605.579 |
41,83 |
69.074 |
| Enti locali (Regioni, Comuni) |
499.429 |
24,60 |
49.256 |
| Stato (Ministeri, agenzie fiscali) |
211.236 |
13,27 |
62.821 |
| Università (docenti, ricercatori, amministrativo) |
104.115 |
8,59 |
82.505 |
| Totale |
3.388.794 |
186,08 |
54.911 |
Dentro la voce "Altro" — scomposizione (Anno 2024)
RGS — Conto Annuale 2024, dati aperti (tabella OCCUPAZIONE)
| Dentro "Altro" |
Dipendenti |
Costo del lavoro (mld €) |
Costo medio annuo (€) |
| Corpi di polizia |
302.695 |
19,17 |
63.343 |
| Forze armate |
173.747 |
10,98 |
63.173 |
| Vigili del fuoco |
36.299 |
2,14 |
58.925 |
| Enti Lista S13 ISTAT |
32.974 |
2,62 |
79.327 |
| Enti di ricerca |
24.604 |
2,08 |
84.733 |
| Magistratura |
11.224 |
2,46 |
218.748 |
| Altri enti e carriere minori (AFAM, carriera diplomatica/prefettizia/penitenziaria, Autorità indipendenti, Presidenza Consiglio, enti art. 60, Unioncamere) |
24.036 |
2,39 |
99.458 |
| Totale "Altro" |
605.579 |
41,83 |
69.074 |
Le forze dell'ordine sono la componente più grande: Corpi di polizia e Forze armate insieme (476.442 persone) rappresentano quasi l'80% della voce "Altro" — più della somma di Stato e Università messe insieme. La Magistratura è la categoria più piccola per numero (11.224 persone) ma con il costo medio annuo più alto di qualsiasi comparto in questa pagina (218.748 €), riflettendo una struttura salariale specifica per la carriera giudiziaria.
La scuola è di gran lunga il comparto più numeroso (1,25 milioni di dipendenti, oltre un terzo del totale) ma con il costo medio annuo più basso (40.751 €) tra tutte le categorie — riflette una struttura di carriera piatta e un corpo docente numericamente enorme rispetto agli altri comparti. All'estremo opposto, l'università ha il costo medio più alto tra le cinque categorie richieste (82.505 €), spiegato dalla componente di docenti e ricercatori. La voce "Altro" (605 mila persone, che include forze dell'ordine, forze armate, magistratura e enti di ricerca) ha in realtà il costo medio più alto in assoluto tra tutte le sotto-categorie del Conto Annuale — la magistratura da sola supera 218.000 €/anno medio, ma pesa solo su 11 mila persone.
Nota metodologica: "Università" qui aggrega due categorie contrattuali distinte nel Conto Annuale — il personale amministrativo (comparto "Istruzione e Ricerca") e i professori/ricercatori universitari (comparto "Personale in regime di diritto pubblico", stesso regime normativo di magistrati e militari) — perché dal punto di vista del lettore sono entrambi "l'università". "Stato" corrisponde al comparto ufficiale "Funzioni centrali" (Ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici centrali). Il dato non include il personale con contratti flessibili o a tempo determinato, rilevato a parte dal Conto Annuale.
La categoria COFOG GF01 "Servizi generali delle pubbliche amministrazioni" è l'indicatore Eurostat più vicino alla nozione di "costo della macchina amministrativa" in percentuale del PIL, comparabile tra paesi europei.
Servizi generali della PA (COFOG GF01) — % del PIL, 2024
Eurostat — gov_10a_exp, cofog99=GF01, sector=S13, unit=PC_GDP
Italia — serie storica 2016-2024 (% del PIL)
Eurostat — gov_10a_exp, cofog99=GF01, sector=S13, unit=PC_GDP
L'Italia è tra i paesi che spendono di più per servizi generali della PA in rapporto al PIL (7,7% nel 2024) — più di Francia (6,2%), Germania (6,4%) e Spagna (5,8%), superata in Europa solo da Grecia (8,3%). All'estremo opposto, Irlanda (2,0%) e Paesi Bassi (4,1%) spendono meno della metà.
Nota metodologica importante: la categoria COFOG GF01 non misura solo la "burocrazia" in senso stretto — include anche gli interessi sul debito pubblico e i trasferimenti generali tra livelli di governo, classificati da Eurostat come "servizi generali". Per un paese con un debito pubblico alto come l'Italia, una parte non trascurabile di questo 7,7% è probabilmente spesa per interessi, non per amministrazione in senso proprio — non disponiamo ancora di un dato scorporato per confermare quanto esattamente. Questo numero va quindi letto come limite superiore del costo amministrativo, non come stima pura della burocrazia.
Dipendenti pubblici in rapporto all'occupazione totale
Un indicatore diverso dalla spesa: quanta parte dell'occupazione totale di un paese lavora per la pubblica amministrazione (Stato, enti locali, enti di previdenza — non include sanità/scuola dove privatizzate, coerentemente con la definizione OCSE di "general government").
Dipendenti pubblici su occupazione totale — 2023 (%)
OCSE — Government at a Glance 2025, Figura 13.1 (OECD National Accounts Statistics)
Su questo indicatore l'Italia si colloca tra i più bassi in Europa (13,7% dell'occupazione totale nel 2023) — sotto la media OCSE (18,4%) e ben sotto Francia (20,7%) e i paesi nordici (Svezia 28,1%, Danimarca 27,3%). Il quadro è quindi opposto a quello della spesa GF01: l'Italia spende relativamente tanto per i servizi generali della PA (soprattutto per via degli interessi sul debito, vedi nota sopra), ma impiega relativamente poche persone rispetto alla propria forza lavoro totale.
Lo stock di debito pubblico scomposto tra Stato centrale ed enti locali (Banca d'Italia). Non esiste una fonte altrettanto puntuale per isolare lo stock di debito dei soli Enti di previdenza, che per legge non emettono debito in autonomia significativa.
Debito lordo delle Amministrazioni centrali — Italia, 2020-2025 (mld €, fine periodo)
Banca d'Italia — "Debito delle Amministrazioni centrali", serie storica trimestrale
Confermato con numeri esatti: il debito lordo dello Stato centrale (3.038,8 miliardi di euro a fine 2025) è circa 29 volte quello degli enti locali (105,4 miliardi, debito non consolidato). Il debito pubblico italiano è quindi, in pratica, quasi interamente debito dello Stato centrale: gli enti locali, sottoposti a vincoli di bilancio stringenti, ne rappresentano solo il 3,4%.
Debito degli enti locali
Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni: qui il dettaglio serie storica e regionale.
Debito delle Amministrazioni locali — Italia, serie storica 2020-2025 (mld €)
Banca d'Italia — "Debito delle Amministrazioni locali", 27 febbraio 2026 (Tavola 3)
Debito consolidato
Debito non consolidato
Debito consolidato degli enti locali per regione — Dicembre 2025 (mld €)
Banca d'Italia — "Debito delle Amministrazioni locali", 27 febbraio 2026 (Tavole 13-32)
Lazio e Lombardia in testa in valore assoluto: Lazio (15,4 mld, spinto soprattutto dal debito sanitario regionale storico) e Lombardia (10,1 mld) sono le regioni con lo stock più alto. Il dato non è normalizzato per popolazione o PIL regionale — una lettura pro capite richiederebbe un ulteriore passaggio.
Nota metodologica: "consolidato" esclude le passività verso altri enti delle Amministrazioni pubbliche (es. anticipazioni MEF); "non consolidato" le include, ed è quindi più alto (105,4 mld nel 2025) — utile per capire l'esposizione debitoria complessiva degli enti, indipendentemente da chi sia il creditore. Il confronto Stato/enti locali sopra usa in entrambi i casi il dato non consolidato per omogeneità. Resta non disponibile una fonte altrettanto puntuale per lo stock di debito dei soli Enti di previdenza.