Numero di pensioni vigenti e importo medio mensile lordo per regione di residenza del titolare. Per il confronto corretto per struttura anagrafica (che tiene conto del fatto che le regioni più anziane hanno naturalmente più pensionati), vedi il coefficiente standardizzato più sotto in questa pagina.
Numero di pensioni vigenti per regione — 1.1.2026
INPS — Osservatorio statistico pensioni erogate, "Complesso delle pensioni vigenti per residenza del titolare"
Da leggere insieme alla popolazione regionale: Lombardia e Lazio hanno il numero assoluto più alto perché sono le regioni più popolose, non necessariamente perché hanno una quota di pensionati più alta in proporzione. Per il confronto proporzionale e corretto per età, usa il coefficiente standardizzato nella sezione Regioni della panoramica generale.
Età del titolare della pensione al 1° gennaio 2026 — non l'età al momento del pensionamento, che è un dato diverso e qui non trattato. Le fasce includono anche pensioni ai superstiti percepite da persone molto giovani (orfani, coniugi superstiti).
Numero di pensioni vigenti per fascia d'età — 1.1.2026
INPS — Osservatorio statistico pensioni erogate, "Complesso delle pensioni vigenti", tutte le categorie
Quasi 3,4 milioni di pensioni sono percepite da persone under 65 — in parte pensioni di anzianità/anticipate liquidate prima dell'età di vecchiaia, in parte pensioni ai superstiti (incluse quelle di orfani minorenni) e pensioni di invalidità, che non hanno soglia minima di età.
Le cinque categorie usate dall'INPS nella classificazione delle pensioni vigenti. Le ultime due (assegni sociali e invalidi civili) sono prestazioni assistenziali, finanziate dalla fiscalità generale (GIAS) e non dai contributi — a differenza delle prime tre, previdenziali.
Numero di pensioni e importo medio mensile per tipologia — 1.1.2026
INPS — Osservatorio statistico pensioni erogate, "Complesso delle pensioni vigenti" per Categoria
Numero pensioni (scala sinistra)
Importo medio mensile € (scala destra)
Nota sulla classificazione assistenziale: "Pensioni/assegni sociali" e "Invalidi civili" sono voci distinte nella tavola INPS pur essendo entrambe prestazioni assistenziali: la prima è legata all'età e alla condizione economica, la seconda al riconoscimento di un'invalidità civile indipendentemente dall'età. Sommate, valgono circa 4,4 milioni di prestazioni — quasi un quarto di tutte le pensioni vigenti — e sono finanziate dalla fiscalità generale, non dai contributi previdenziali.
Non tutta la spesa pensionistica italiana è finanziata dai contributi. Una parte è finanziata dalla fiscalità generale attraverso la GIAS — Gestione degli Interventi Assistenziali e di Sostegno alle gestioni previdenziali — una gestione separata dell'INPS che copre oneri di natura assistenziale (non contributiva). Distinguerla dalla componente IVS — Invalidità, Vecchiaia, Superstiti, cioè la gestione previdenziale ordinaria finanziata dai contributi — è necessario per non gonfiare il dato di spesa pensionistica italiana nei confronti con l'Europa, dove questa distinzione spesso non esiste o è contabilizzata diversamente.
Spesa GIAS per tipologia di intervento — Consuntivo 2025
INPS — Rendiconto Generale 2025, Gestione n. 24 (GIAS), Conto Economico
| Voce di spesa GIAS |
2025 (mln €) |
| Oneri pensionistici |
71.280 |
| Oneri per interventi a sostegno della famiglia |
24.203 |
| Oneri per ADI e RDC (assegno di inclusione, reddito/pensione di cittadinanza) |
5.620 |
| Oneri per il mantenimento del salario |
6.781 |
| Oneri per riduzioni di oneri previdenziali |
503 |
| Oneri per supporto alla formazione e al lavoro |
439 |
| Oneri diversi |
128 |
| Totale spese per prestazioni istituzionali GIAS |
108.954 |
Il numero che conta per il confronto europeo: su 108.954 milioni di euro di spesa GIAS nel 2025, 71.280 milioni (contro i 72.340 milioni del 2024) sono classificati come "oneri pensionistici" — cioè finanziati dalla fiscalità generale, non dai contributi, ma che finiscono comunque dentro le statistiche aggregate di "spesa pensionistica" italiana. Questa componente assistenziale va tenuta distinta dalla spesa previdenziale/contributiva pura, gestita separatamente dalla Gestione Previdenziale e C/Terzi dell'INPS, che nel 2025 ha erogato prestazioni per 295.526 milioni di euro (288.776 milioni nel 2024).
Limite dichiarato: la cifra di 295.526 milioni di euro della Gestione Previdenziale e C/Terzi include, oltre alle pensioni, anche altre prestazioni previdenziali non pensionistiche erogate dalle stesse gestioni (es. indennità di malattia e maternità, NASpI in alcuni casi). Non è quindi ancora possibile isolare da questa fonte una cifra "solo pensioni IVS" perfettamente pulita — per farlo servirebbe un'ulteriore tavola disaggregata dell'Osservatorio statistico INPS, che verrà integrata in un aggiornamento successivo.
Come è cambiata l'incidenza della spesa pensionistica sul PIL dal 1995 ad oggi, e come si distribuisce tra le principali categorie di pensione.
Spesa pensionistica e protezione sociale % PIL — Italia 1995–2023
caricamento da Eurostat…
La linea blu scuro mostra la spesa per protezione sociale totale (GF10, include pensioni, invalidità, superstiti, sussidi familiari). La linea rossa mostra la sola spesa per vecchiaia (GF1002), se disponibile nel dataset Eurostat per tutti gli anni. La tendenza di lungo periodo riflette l'invecchiamento demografico e le riforme successive: Dini (1995), Maroni (2004), Fornero (2011).
Dati INPS — bilancio preventivo 2025–2026
Fonte: INPS — Bilancio preventivo 2025 (CA2024_0109) e Bilancio preventivo 2026 (CA2025_0181). I valori 2025 e 2026 sono previsioni approvate dal Consiglio di Amministrazione INPS. Non includono invalidi civili e pensioni assistenziali salvo dove indicato.
Pensioni totali 2025
20,7 mln
incluse assistenziali e invalidi civili
Solo gestioni contributive
17,5 mln
escluse assistenziali e invalidi civili
Spesa contributiva 2025
320 mld €
solo gestioni previdenziali
Importo medio annuo
18.280 €
~1.523 €/mese lordi — gestioni contributive
Contribuenti / 100 pensioni
146,8
2025 — in lieve miglioramento vs 2024
Pensioni previste 2026
21,0 mln
+1,6% vs 2025 — previsione INPS
Pensioni per tipo — numero (mln) e spesa annua (mld €) — 2025
INPS — Bilancio preventivo 2025, Tabella pensioni vigenti al 31.12.2025
Numero pensioni (scala sinistra)
Spesa annua mld € (scala destra)
Scomposizione per gestione — pubblico, privato, autonomi
Le pensioni INPS si distribuiscono tra gestioni con storie contributive molto diverse. L'importo medio per le pensioni di anzianità/anticipate — quelle che meglio riflettono una carriera completa — rivela la profonda disomogeneità del sistema.
Importo medio mensile lordo — pensioni anzianità/anticipate per gestione (€) — 2025
INPS — Bilancio preventivo 2025, importo medio annuo ÷ 12
Rapporto contribuenti / 100 pensioni per gestione — 2025
INPS — Bilancio preventivo 2025, Tabella contribuenti/pensioni. Sotto 100 = deficit strutturale.
Evoluzione pensioni per tipo — 2024 / 2025 / 2026 (milioni)
INPS — Bilancio preventivo 2025 (valori 2024 consuntivi, 2025 previsione) e Bilancio preventivo 2026 (previsione 2026)
Vecchiaia
Anzianità/Anticipate
Invalidità
Indirette/Reversibilità
Nota metodologica: i dati di questa sezione sono estratti dai Bilanci Preventivi INPS 2025 e 2026, approvati dal Consiglio di Amministrazione. I valori di importo medio sono al lordo delle ritenute fiscali. Le pensioni di anzianità/anticipate hanno importi medi molto più alti (2.372 €/mese per il FPLD) rispetto alle pensioni di vecchiaia (1.050 €/mese) perché calcolate prevalentemente con il sistema retributivo — quelle erogate a lavoratori con carriere lunghe iniziate prima del 1996. Le gestioni degli autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori) sono in deficit strutturale: hanno meno di 100 contribuenti per ogni 100 pensioni e ricevono trasferimenti dalle gestioni in surplus. Per approfondire:
INPS — Dati e bilanci.
Come si evolve il bilancio di cassa dell'INPS negli ultimi sei anni: entrate contributive, trasferimenti dallo Stato e uscite per prestazioni. La differenza tra ciò che l'INPS incassa dai contributi e ciò che paga è il deficit strutturale — il buco che lo Stato copre ogni anno con trasferimenti dalla fiscalità generale.
Fonte: INPS — Note tecniche sui flussi finanziari dicembre 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025. Tutti i valori sono in miliardi di euro, dati annuali consuntivi (dicembre suppletivo per 2020–2022, dicembre per 2023–2025).
Contributi raccolti 2025
244 mld €
+11.2% vs 2024 — fine esonero contributivo
Pensioni pagate 2025
288 mld €
+1.3% vs 2024 — rallentamento crescita
Deficit strutturale 2025
~160 mld €
gap contributi → prestazioni, coperto dallo Stato
Trasferimenti Stato 2025
165 mld €
-8.4% vs 2024 — riduzione misure eccezionali
Prestazioni temporanee 2025
41 mld €
NASPI, CIG, Assegno Unico, ADI
Invalidi civili 2025
23,4 mld €
+23% in 5 anni — crescita più rapida del sistema
Entrate contributive vs pagamenti totali — 2020–2025 (mld €)
INPS — Note tecniche flussi finanziari dicembre 2020–2025
Entrate contributive totali
Pagamenti correnti totali
Trasferimenti dallo Stato
Deficit strutturale annuo — differenza tra pagamenti e contributi (mld €)
INPS — elaborazione su flussi finanziari annuali
Il deficit 2020 è gonfiato dalla pandemia (prestazioni Covid straordinarie). Il 2024 tocca il picco a 179 miliardi principalmente per i maggiori trasferimenti verso i pensionati e la crescita delle pensioni pubbliche. Il calo 2025 è quasi interamente dovuto alla fine dell'esonero contributivo del 6–7%, che ha fatto rientrare ~19 miliardi di contributi che negli anni precedenti non venivano versati.
Pensioni pagate per componente — 2020–2025 (mld €)
INPS — quadri di dettaglio pagamenti, flussi finanziari annuali
Gestioni private (netto IC)
Gestioni pubbliche
Invalidi civili
Prestazioni temporanee — evoluzione 2020–2025 (mld €)
INPS — quadri di dettaglio pagamenti, flussi finanziari annuali
NASPI
Assegno Unico
RdC / ADI
CIG e altre
Tre discontinuità visibili nel grafico: il picco 2020 delle prestazioni Covid (11 mld straordinari); l'introduzione dell'Assegno Unico nel 2022 (12 mld al primo anno, poi crescita costante); la sostituzione del Reddito di Cittadinanza con l'Assegno di Inclusione nel 2024: il RdC è sceso da 7,4 a 0,1 miliardi, ma l'ADI che lo ha sostituito ha erogato 4,7 miliardi — la spesa complessiva della categoria è calata da 7,4 a 4,8 miliardi (-35%), non azzerata, perché una parte dei beneficiari rientrava nei nuovi criteri più restrittivi.
Nota metodologica: il "deficit strutturale" in questa sezione è calcolato come differenza tra pagamenti correnti totali e riscossioni dalla produzione (contributi + recupero crediti, esclusi trasferimenti Stato). Non coincide con il deficit di bilancio in senso contabile, che segue regole diverse. È piuttosto la misura di quanto il sistema previdenziale dipende ogni anno dalla fiscalità generale per funzionare — indipendentemente da come viene classificato contabilmente. Il 2020 include un'anticipazione di tesoreria straordinaria di 8 miliardi che non è trasferimento strutturale. Il 2021 include 12 miliardi di anticipazioni a gestioni previdenziali anch'esse straordinarie legate al Covid.
Confrontare le regioni sul numero grezzo di pensioni per abitante è fuorviante: una regione con più anziani ha naturalmente più pensionati, a parità di generosità del sistema. Il coefficiente standardizzato corregge per questo effetto demografico.
Coefficiente di pensionamento standardizzato per regione (pensioni per 1.000 residenti, corretto per età) — 1.1.2026
Elaborazione propria su dati INPS (Osservatorio statistico sulle pensioni erogate) e ISTAT (popolazione residente 1.1.2026), standardizzazione indiretta
Come è calcolato: non esiste una tavola INPS che incrocia direttamente regione ed età dei pensionati — quell'incrocio è bloccato dalle regole sul segreto statistico (troppe celle piccole a livello regionale). Il coefficiente qui è quindi calcolato con standardizzazione indiretta (lo stesso principio dello standardized mortality ratio usato in epidemiologia): si prende il tasso di pensionamento età-specifico a livello nazionale, lo si applica alla struttura anagrafica reale di ciascuna regione (dati ISTAT) per ottenere le pensioni "attese" in quella regione, e si confronta con le pensioni osservate realmente. Una regione con un coefficiente sopra la media ha più pensionati di quanti ce ne aspetteremmo dalla sola sua composizione per età — quindi per ragioni diverse dall'invecchiamento (storia industriale, occupazionale, migratoria).
Attenzione — Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige: queste due regioni (le più piccole per popolazione) mostrano uno scarto di circa 15-20 punti rispetto a una stima precedente basata su una tavola PDF trascritta manualmente. Non potendo verificare con un terzo metodo indipendente quale valore sia più accurato, il dato va considerato con più cautela per queste due regioni rispetto alle altre 18.
Coerentemente con il principio di questo Osservatorio di non pubblicare mai dati stimati o inventati, le seguenti sezioni previste per questa pagina restano in attesa delle tavole sorgente e non sono ancora popolate:
- Per genere — scomposizione uomini/donne per numero e importo medio
- Distribuzione per fascia di importo mensile — quante pensioni sono sotto i 1.000€, tra 1.000 e 2.000€, ecc.
- Rapporto contributi/prestazioni per gestione — il blocco più complesso, richiede l'incrocio tra tavole INPS e RGS Conto Annuale